5 thoughts on “E tu da che parte stai?

    • Può andare anche in bici…in ogni caso fino a quando ci saranno persone che fanno queste domande pensando che non ci sono alternative ai combustibili fossili, facendo l interesse delle multinazionali, sarà dura evolvere e pensare a un futuro sostenibile per i posteri.

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      • Forse non ci crederà, ma questo è un suo problema, io ho un amico ingegnere che lavora a Londra nel campo del eolico e la pensa come lei per certi versi…ma non sapeva quasi nulla neppure di un scritto da un belga un certo Pauli Gunter…ne di permacultura ne di altre cose di cui pochi parlano….ma che potrebbero cambiare il mondo….se ci fosse meno ignoranza…specialmente per chi lavora nel campo. Profeta in patria?! Infatti sto per aprire una cosa all estero….visto che in Italia i tempi non sono maturi…

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      • Ah beh l’amico ingegnere allora… Io insegno agli ingegneri. Ogni “disruptive innovation” richiede come minimo 20 anni per arrivare sul mercato ed avere un qualche impatto, specialmente per quanto riguarda i trasporti il più grande problema per quanto riguarda l’effetto serra. E’ bene cominciare per tempo ma non mi venite a parlare di ignoranza specialmente la mia. Personalmente sul tetto ho 8 kw di potenza di fotovoltaico e il riscaldamento a pompa di calore geotermica, quindi non fatemi la predica e non parlatemi di amici ingegneri.

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beh?

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