Cari Gentili Democratici

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I Giovani Democratici si sono sentiti offesi “come comunità” per una mia vignetta in cui raccontavo del loro capo che per scaldare l’uditorio rivendica l’appartenenza politica di un morto all’hotel Rigopiano (Questa vignetta). I Gentili Democratici mi danno del cinico (quindi cinico non è chi usa i morti per la propaganda politica ma il vignettista che lo dipinge per quello che è: per ma va benissimo…), mi salutano con un abbraccio (che ricambio, Gentili Democratici) e mi spiegano che le loro nonne gli hanno insegnato che “essere Gentili è più importante che avere ragione”. Le mie nonne mi hanno insegnato a ragionare con la mia testa e non con la tessera che (non) ho in tasca. Ecco, ringrazio i Gentili Democratici per la lettera e mi spiace per i morti (tutti), ma davvero: lasciateli riposare.
La mia risposta ai Gentili Democratici che meno gentilmente mi stanno insultando per una vignetta, poi, è la solita. Questa.
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P.s. Non faccio mai di queste raccolte, ma visto che si parla di gentilezza di una comunità politica ecco un piccolo campionario
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15 thoughts on “Cari Gentili Democratici

  1. Certo, la qualità di un medico si vede dalle persone che cura, quella del falegname dai mobili che fa, quella di un insegnante dalla qualità dei suoi allievi… Caro Nat, mi rallegro con te, se vogliamo giudicare il tuo lavoro in base alle persone che fai incazzare, direi che stai diventando davvero un bravo vignettista satirico! Keep up the good work!

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  2. Non vorrei dire, ma io alle persone di cui non me ne frega un cazzo non rispondo e basta. Peccato, perchè senza quella chiusa di coda di paglia sarebbe stato un post perfetto.

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  3. Non male questi giovani e soprattutto DEMOCRATICI, così rispettosi delle idee altrui. Quanta sensibilità, quanta pietas!!! Ma naturalmente sono i grillini quelli intolleranti, loro sono sempre Charlie, a patto che non si tocchi il sacro graal, o il sacro capo in questo caso. Caro Nat come diceva Dante “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. Ti voglio raccontare un episodio che riguarda la mia città. Alle ultime elezioni comunali a Padova un giorno in centro trovo uno di questi sinceri giovani democratici che distribuiscono volantini, ovviamente inneggiando al rinnovamento. Di cosa non era ben chiaro visto che il centrosx governava la città da 8 anni e candidavano uno che era in consiglio comunale dal 1982. Alla mia domanda sul fatto che tutto questo non era rinnovamento il sincero democratico ha iniziato a balbettare. Giusto per farti capire l’orientamento spazio temporale

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