Tempi migliori

Con questa vignetta, non pubblicata, chiudo la mia collaborazione con la rivista Tempi (durata 7 numeri). La scelta è stata mia e la spiego. Mi avevano garantito due cose importanti: 1) nessuna censura 2) soldi. Occasione troppo ghiotta per razzolare ben pagato su un settimanale di area cattolica.

Perchè vado via? Perchè ci sono tre cose che un vignettista non dovrebbe mai fare: farsi censurare, censurarsi e censurare. La mia “totale libertà” a Tempi è durata solo poche settimane e infatti la mia ultima vignetta non è stata pubblicata. Certo, avrei potuto disegnare cose più tranquille e gradite all’editore cosí da continuare a mettere in tasca qualche soldo in più al mese. Ma il gioco non vale la candela: devo qualcosa a questo lavoro, a chi mi legge, a chi me lo ha insegnato, e soprattutto a chi mi pubblica, mi sostiene e mi difende sul serio ogni giorno. Non possiamo pretendere che si rispetti la nostra libertà se poi siamo i primi a svenderla a chi paga meglio. Quindi, stop: si torna a casa. Buona fortuna a tutti, ne abbiamo bisogno. Qui la vignetta in questione.