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in effetti non aggiorno il blog dai tre giorni a Galantara, intorno al 25 Giugno. Di cose ne sono successe chiaramente, ma non mi soffermo sui perchè e i percome della pausa. Le vignette ho continuato a postarle su Facebook chiaramente, mentre qui ho dovuto sospendere un attimo per ripensare la cosa. Ossia.

Da un pò di tempo è partito il sito de Il Fatto Quotidiano e tra i blogger ci sono anche io, chiaramente, con il mio bel blog. Al momento non è aggiornato perchè ancora non ho capito bene come funziona, ma questo mi ha fatto pensare alla stupidità di portare avanti due blog fotocopia. Insomma, niente, stavo riflettendo sul web 2.0

Siccome però qui si viene per vedere disegni e vignette, eccovi qui la vignetta di oggi presa direttamente dal numero 33 di ScaricaBile, che ha chiuso i battenti. L’unico Pdf di satira he avesse un senso guardare.

Resumè e contraddizioni

Da Giugno 2010 potrete trovare in tutte le cartolibrerie la Smemoranda 2011.

La notizia chiaramente non è questa, quanto quella che troverete – tra tanti nomiche vanno da Vauro a Altan a Ellekappa – anche il vostro umile servitore. Ai tempi del liceo sui diari ci disegnavo abusivamente, adesso mi hanno ufficializzato.

Ricordo ancora che è uscita una mia strisciona su Dio e Gesù (D&G) sull’ultimo numero di ScaricaBile.

E ancora due mie vignette per il Linus di Giugno (dal prossimo numero ritornano invece le strisce).

Qui invece la vignetta che era su Il Fatto oggi, a proposito delle contraddizioni sulla manovra.

Linus e Tremonti

Per chi lo ignorasse, Linus di Aprile è in edicola. In questo numero, finalmente ‘davanti a Disegni’ (è ‘na cosa nostra) ci sono una mia striscia e una mia vignetta. La striscia la vedrete chiaramente, la vignettina è invece perfettamente amalgamata ( è ora di pranzo, passatemi il termine) con gli elementi grafici della pagina. L’argomento, come anticipai, è la Santanchè.

Invece qui una delle ultime vignette per Il Fatto. L’ho fatta in combutta con il direttor Feltri (stefano) che famosamente si occupa di Economia. Eccoci quindi a Tremonti e i buco nei conti che non si è capito se c’è o meno.