La Giustizia e i ricercatori

Oggi su il Fatto ben due vignette. Una era per una pagina ‘fredda’ sull’unico argomento che meriterebbe di essere trattato: i ricercatori. Gli articoli assolutamente da leggere: roba da gelare il sangue.

L’altra vignetta affronta il tema della riforma della giustizia, che in questi giorni permette al governo di passara dal lodo a un altro strumento per ottenere i propri scopi.

Virus L’Unità

Emme, l’inserto satirico de L’Unità codiretto (CO- diretto, per carità) da Staino e quel bravuomo di Caldarella chiuse i battenti nel freddo febbraio del 2009. (non ricordo se fosse freddo, è un elemento descrittivo)

Io ho lavorato con loro costantemente per due anni, da tre paesi diversi: il settimanale partì nell’ultimo scorcio della primavera 2007 ed io nel settembre 2007 partii per la Spagna restandovi fino al Luglio 2008. Il giornalino godeva di ancora una certa salute, forse: ad ogni modo per la prima volta potevo vederlo in edicola e comprarlo (in SPagna, stranamente, non c’era). Poi in Ottobre partii ancora per la SPagna e un breve periodo in Francia, ma le vignette a Emme non mancarono.

Infine tornai definitivamente (ma la parola ha una utilità solo nel discorso e non è programmatica) in Italia ma dopo pochi mesi burrascosi di ‘non si sa cosa succede’ Emme chiuse un pò a tradimento e molto no.

In mezzo c’è stato un pò di tutto, fino ad arrivare a questo ritorno di fiamma con L’Unità.

La striscia qui sotto è fatta apposta per Virus, lo spazio digitale satirico de L’Unità (virus.unita.it),  fatta dopo apposito invito della Fornario (anche lei ex emme) e telefonata con Franza (che si dica natangelo non muove foglia che franza non voglia).

A questo appuntamento digitale seguirà anche quello cartaceo, ma per gli sviluppi aggiornerò a breve.

Per ora mi piace ricordare alcuni nomi che sono di nuovo su Virus, ma soprattutto mi spiace constatare l’assenza di Beppe Mora, tralaltro uno dei più apprezzati autori di [NO]VIZI (do you remember, NOVIZI?). Ma (ri)conoscendolo avrà tantissime altre cose per la testa.

Una si chiama (me lo comunica ora) Nina Sofia Mora: NINA RESTITUISCICELO!

Annozero e il servizio pubblico

Ieri c’era da parlare di AnnoZero.

Ora, il mio ragionamento è stato il seguente. Sapevo che avrei fatto una vignetta che giocava sul ‘Servizio Pubblico’, immaginando le polemiche attorno alla D’addario pagata col canone rai (servizio pubblico appunto).

Sapevo che avrei fatto, mea sponte, una vignetta muta: tutta la settimana c’è stata la battutina, avevo voglia di qualcosa di solo grafico.

In redazione cercavo un’idea e nel riflettere vado al bagno (non è che rifletto lì) e lì l’illuminazione: le targhette sulle porte di bagni.

La vignetta inizialmente era solo una porta del bagno delle donne con su scritto ‘servizio pubblico’ (con riferimento a quello della prostituta e in relazione a quello della rai). Poi ho preferito concentrarmi solo sulla targhetta e affiancarla a quella dell’omino che nel caso di specie è decisamente bassino e sghignazzante alla berlusconi).

Ora questo che vedete qui ( e su Il Fatto di oggi) è il frutto. All’inizio mi convinceva tanto ma già dopo alcune ore ero sicuro di aver potuto fare di meglio. Non mi era mai capitata una cosa così ma è la prima volta che mi trovo a fare un lavoro ‘quotidiano’ e a imporre il mio lavoro a qualcuno.

Alcune persone il cui parere per me è importante mi hanno dato l’Ok (anche se sono sicuro che Paola mi avrebbe messo in guardia, maledetta assente ingiustificata!) per cui non ci ho pensato e l’abbiamo licenziata.

Adesso rifletto che forse ho fatto un’errore per me frequente: cercare eccessivi livelli di lettura e riferimenti in una immagine, col rischio non che si perda il senso ma che il lettore si ‘perda’ nel leggere la vignetta.

In questa vignetta il percorso non è così immediato come sembrava a me (che avevo chiari i riferimenti nella mia mente) così come è piaciuta a chi lavorava sull’articolo (e aveva in mente gli stessi percorsi seguiti da me) o a chi è ‘abituato’ al mio modo di fare vignette (tipo Travaglio, al quale è piaciuta tanto).

Questo è stato probabilmente il mio sbaglio. Resto comunque contento di questa vignetta perchè è un continuo lavoro che faccio sul mio ‘lavoro’ . non si tratta da una brutta vignetta (l’idea è buona) ma non ha la capacità di colpire tutti. La prossima volta non succederà una cosa simile. (succederà una cosa peggiore).

Ecco magari ditemi voi.

Annozero e il servizio pubblico

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Rai 3 sotto assedio

Oggi per l’Italia è un giorno fondamentale. Da una parte viene approvato lo scudo fiscale e dall’altra è il compleanno di Silvio. Nel mezzo di questi eventi frenetici c’è la spada di Damocle sulla testa della Dandini. E ancora la D’addario che andrà ad Annozero. E ancora di tutto e di più. Io oggi in redazione ero invece concentrato su un tema per la vignetta che chiameremo ‘del disimpegno’, ossia ‘trattiamo tematiche stronze giusto per rilassarsi mentre Disegni si fà la vignetta seria’. E invece crisi creativa.

Dunque primo tema: i comici della BBC prendono per il culo il premier alla grande. Ora, come Padellaro mi rinfaccia, io sono uno specializzato di Berlusconi. Eppure su questo tema, nulla. Salto.

E così domani vedrete una vignettina striminzita sulla Genetica Padana (da un’assurda notizia passatami da Mello). Da leggere assolutamente.

Quest’oggi invece su Il Fatto ho piazzato una bella sferzata per Report. Magari domani posto la vignetta originale e poi non pubblicata (sul gruppo di facebook c’è già, però poi la metto anche qui. Ok? ;-))