La vera storia di Natangelo N

Quasi due anni fa disegnai un fumettino che prendeva in giro il fenomeno della Pornoletteratura (molto prima dell’arrivo di 50 sfumature di grigio e via dicendo) e in particolare la protagonista Melissa P: lo intitolai, con gran simpatia, ‘la vera storia di Natangelo N’. E’ un noir con protagonista Nat, Berlusconi (buonanima) e un bel po’ di altra gente.

Lo riposto qui, specificando che in questo caso i colori non sono miei ma di Benedetta Greco. Questo fumetto – per me lunghissimo, trattandosi di 10 pagine – è rimasto fuori dalla raccolta ‘2012 con Loden’, che trovate adesso in edicola in allegato a Il Fatto Quotidiano a solo 2,80 euro.  Qui trovate tutte le info sul volume ‘2012 con loden

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una delle mie ultime vignette per Il Fatto Quotidiano, a proposito dell’intervento di Bersani (non il cantante) a vieni via con me, il programma di Fazio e Saviano.

Qui di seguito posto anche la seconda parte della clip realizzata per la campagna abbonamenti de Il Fatto Quotidiano, con uno special guest.

A seguire i credits, che poi riposterò anche sul mio blog per il FQ.

innanzitutto, entrambe le clip sono state scritte e ideate dal sottoscritto. E vabbè.

Poi Paolo Dimalio, infaticabile e geniale per le riprese, regia, montaggio, mio complice anche per tutte le clip realizzate per Telebavaglio (il FQ e Current Tv)

Nella parte del Lui – il fesso – ci sono io, e mi riesce bene.

nella parte di Lei – la ‘cattiva’ (per usare un eufemismo) – c’è Benedetta Greco, multisfaccettato talento.

si ringrazia infinitamente per la location il Bar Tacito, in via Tacito – zona prati, Roma – che è davvero a due passi dalla redazione.

Per la guest star si ringrazia chiaramente il terrorista mediatico.

Nat per Il Mucchio Selvaggio

Miei cari amici, sul numero di Febbraio de Il Mucchio Selvaggio (dopo il mio bel diavolone che aprì il numero 666), c’è un articolo molto interessante. Interessante perchè parla di me, chiaramente. Ringraziasi in proposito la squisita Mele con la quale si ha in sospeso un caffè selvaggio.

Il reportage si chiama Matite In Fuga e per la prima volta nella storia del giornalismo, credo, infoca (mi si passi lo spagnolismo) la questione crisi e futuro dei giovani dal punto di vista dei satiri. Tre satiri intervistati parleranno dei propri paesi di fuga. Eccosì io vi parlerò della Spagna, MP della Germania e il mio vecchio sodale Fricca della Francia.

Le ragioni che ci han spinto a partire sono diverse cosìcome quelle che, forse, ci han spinto a tornare. Io non posso parlare per gli altri due (leggetevi l’articolo) come per gli altri tanti all’estero o magari in Italia. Vi invito a leggere Il Mucchio. Posso solo dirvi dell’amarezza che magari c’è dietro a queste scelte mai semplici anche quando vissute con vera e sincera gioia, assoluto senso di rinnovamento. Io personalmente non sono andato e rimasto in Spagna in quanto matitainfuga nè in quanto deluso: a 24 anni non ci è concessa ancora una delusione tanto drastica, per fortuna, e sarei ridicolo se parlassi così. Io l’ho fatto per istinto. Diciamo anche che in quanto vigliacco per natura ho l’amore per la fuga incorporato (di serie) che non mi lascia mai tranquillo in un posto. Per la satira, poi: il nostro è un paese mentalmente povero e nessuno di noi crede in Chisciotte.

El Quijote, invece, me lo immagino che va in giro per la Spagna, non fermo in posto. L’ho visto ad Alcalà l’Ottobre scorso, a 30 km da Madrid, in groppa a ronzinante scornarsi contro i mulini, seduto su una panchina, in una strada di periferia, in una dipinto a l’Hosteria del estudiante. Ne ho visto uno nei miei ‘colleghi’ in Andalusia, in Catalunya, in Brasile, nelle bellissime donne della baia di Victoria, in Portogallo, nei paesi baschi degli occhiali scuri di Lolo, nel Sud della Francia, a Parigi, nei treni a lunga percorrenza ed economicissimi, in un aereo Lowcost, in un cameriere a Milano, in una metropolitana di Barcellona di Roma di Napoli con una cartellina per disegni in mano. Ce ne sono tanti. Tutti, molti, quelli veri, spesso controcorrente e spesso controvoglia. (Sono stucchevole, lo so)

Per leggere l’articolo de Il Mucchio, lo troverete a breve nel gruppo Facebbok. Qui lo posterò più in là.

Foto dalla XVI Mostra internazionale di humor grafico ad alcalà

Con Mordillo (a sx) e Cabanas (a dx)

Con Mordillo (a sx) e Cabanas (a dx)

Come promesso, posto alcune delle foto della mia settimana spagnola. La Muestra internacional de humor grafico di Alcalà e’ il festival più importante dedicato al disegno umoristico, con l’assegnazione del Premio Quevedos, in collaborazione con il Ministero della Cultura e il Ministero per gli affari Esteri di Spagna.

E’ per questo che sono stato particolarmente contento e onorato di essere stato loro ospite e non solo ma di collaborare, in futuro, con loro acchè questo lavoro non vada perduto ma anzi possa espandersi in Europa. Durante sette giorni gli autori invitati partecipano a una montagna di attività legate al disegno umoristico e satirico. In particolare mi preme evidenziare la collaborazione con l’ONU, risoltasi nella realizzazione di un dvd per ogni edizione e ciascuno dedicato a uno degli obiettivi del millennio: nel dvd di questa edizione potrete ammirare un’intervista al sottoscritto, insieme ai più grandi autori iberici a latinoamericani.

Premiato in questa edizione il brasiliano ziraldo, padre dell’humor brasiliano e persona encantadora. Il Premio Quevedo è l’equivalente nell’humor grafico al premio cervantes: ed è tutto dire.

il merito va naturalmente al grande (grandissimo) Juan Garcia Cerrada e a tutta la sua squadra di collaboratori, tra i quali cito la paziente e bella Raquel e i pazienti e non meno belli autisti che ci hanno portato in giro per Alcalà.

tornerò quindi a parlare spesso di questo festival.

Piuttosto da domani, mollaccioni, tornano le mie vignette su il Fatto, dopo la pausa spagnola. il tema di domani è il nuovo PD. Nuovissimo pd.

Sarà in dimensioni ridottine, ma ero appena tornato dalle vacanze. cazzo.

con il collega e amico, nonchè compagno di stanza, Kap

Con Forges, vignettista de El Pais e de El Jueves

Con Forges, vignettista de El Pais e de El Jueves

con tutti gli autori presenti al Festival di Alcalà

con tutti gli autori presenti al Festival di Alcalà

Realizzo una pagina del libro gigante alluniversità di Alcalà

Realizzo una pagina del libro gigante all'università di Alcalà

Con il mio disegno esposto alla XVI Mostra di Alcalà

Con il mio disegno esposto alla XVI Mostra di Alcalà

Natangelo su Rai3 e l’epifania di una vignetta (l’esecrabile manetta in prima pagina)

Io ho un sacco di amici un pò dovunque. Questa strana affermazione ha in realtà una spiegazione: tutti questi amici hanno il culo di sentire spesso parlare di me o vedere miei lavori dove io non li ho visti nè immagino. Ricordo come esempio la mia amica francese in vacanza in Veneto che mi chiama per farmi i complimenti perchè mentre era ‘al cesso’ ha visto ‘sul giornale della televisione’ (il Tv sorrisi e canzoni, ma quella che ne sa) una mia vignetta.

La vignetta della prima pagina di qualche giorno fa (l’esecrabile vignetta con LODO e lo o sostituite da due manette)  sta facendo parlare molto in giro. Oltre all’articolo dedicatogli da Pansa (‘Una trovata geniale” la definisce) mi dicono che ne hanno discusso in non so che trasmissione radio, che gira ovunque, che viene criticata e elogiata. Hanno scritto alla redazione per avere il permesso di farsene magliette, con quell’immagine.

Ieri sera, a ” che tempo che fa” è passata sugli schermoni così come la vedete rubata nel fotogramma di Federico Mello, che prontamente me la passa. Nel frattempo il mio cel veniva bombardato di messaggi sull’avvistamento e la mia casella mail è diventata più dettagliata di un diario astronomico.

Dietro Il Fatto

Questo lo scrisse Marco Travaglio a Marzo 2009, qualche mese prima dell’avventura de il Fatto. E’ un paragrafetto pieno di insulti nel più tipico stile travagliesco. Mi fa sembrare quasi un noto attenzionato dalla polizia. Ad ognimodo non l’ho mai fatto di persona perchè sono timido, ma ringrazio Il Fatto per “l’attenzionamento” nei mei confronti.

Mario Natangelo, napoletano doc, è uno dei giovani vignettisti più promettenti in circolazione. Che fosse giovane e napoletano l’ho saputo soltanto di recente. Lo immaginavo di mezza età e un po’ più nordico. Perchè un giovane e per di più napoletano non riesco ad associarlo al concetto di ferocia.
Invece Natangelo è ferocissimo, quanto in Italia sanno esserlo soltanto Ellekappa e Vauro.
Dunque, giovane, napoletano e feroce.
Mi domando come sia possibile che i quotidiani italiani, spesso ammorbati da vignettisti sciapi e mosci, non se lo contendano a gomitate. Ma poi penso che, se per caso se lo contendessero, lui non avrebbe motivo per essere così feroce. E allora sono felice che non se lo contendano, così possiamo continuare a ospitarlo su Voglioscendere, che grazie a un gruppo di giovani vignettisti (anche non napoletani, ma tutti feroci) ha di molto arricchito la sua carica corrosiva.
La sua arte nel manipolare le parole manipolatissime della politica italiana è unica. La battuta “Torna solo quando ti sarai fatto una opposizione”, rivolta a un Veltroni che fa fagotto, è di una perfidia tale da racchiudere in sé tutta la nullaggine del Pd (cioè di quelli che la grande Ellekappa chiama i “diversamente concordi”).
Così come la scena – intitolata “Il dialogo”- di Berlusconi che parla con la tomba dell’opposizione e le racconta: “E poi mi sono fatto fare un lodo, ti dico, dovresti vederlo…”.
Le mie vignette preferite di Natangelo, però, rimangono quella del librone della Costituzione da cui esce una striscia di sangue, a mo’ di segnalibro; e quella intitolata “Governi ombra”, in cui l’ombra di Veltroni viene affiancata da quella di Ratzinger che gli dice “C’ero prima io, giovanotto”.
Roba forte, roba che sarebbe piaciuta a un’altra iena ineguagliata della satira politica, il grande Fortebraccio.
Auguro a Natangelo di diventare, se possibile, ancora più carogna.
Ecco, che a nessuno venga mai in mente di dirgli “fa’ il bravo”. Lo rovinerebbe per sempre.

Marco Travaglio

L’opposizione la fate a me

Siccome mi intervenite a demolire la mia prima trovate commerciale interessante, e cioè invitarvi all’iscrizione al gruppo di facebook per trovare anche le ‘vignette non pubblicate con annessa discussione’, mi trovo costretto a una marcia indietro. In effetti sono un mago in cucina, non nel marketing.

Però, caro amico che mi fa notare questa mia furbata, ti espongo anche le mie ragioni in tre punti e una conclusione.

1) In fin dei conti io sono un postadolescente (ormai posso mettere il post perchè raggiunti i 23 anni mia madre ha proposto di cacciarmi di casa) – un postadolescente, dicevo, con gli ormoni in subbuglio.

2) Tra i lettori delle mie vignette ci saranno un sacco di pupe.

3) Su Facebook posso verificare la dotazione estetica di queste pupe e quindi procedere a galanti approcci sessuali.

In realtà la conclusione era il punto tre: posso cucinare, non esporre ragionamenti.

vabeh, ad ogni modo hai vinto tu per cui metterò tutto sul blog. Però mandate foto e curriculum a Mario Natangelo presso il Fatto Via Orazio 10 Roma. Garantisco massima discrezione. E ora la vignetta.

(ah scherzavo)

Questa andava su non ricordo quale numero zero de Il Fatto. Non è stata pubblicata perchè Luca Telese se l’è scordata nel cassetto e l’ha ritrovata l’altro ieri mentre cercava un temperino con cui tagliarmi la gola perchè gli metto in disordine la scrivania. Che colpa ho io se lui è l’unico che mi ospita al suo tavolo?

Per approfondimenti sul suo amore per me leggere qui, al suo blog: Link