Hirst

ieri sera è stata inaugurata al Museo Madre di Napoli “BA-ROCK”. Ospite d’onore della serata, manco a dirlo, Hirst.

Adesso all’ingresso del Madre troneggia il suo famoso Squalo. Ieri, invece, all’inauguarazione di squali ce n’erano molti di più e non tutti in formaldeide.

Per l’occasione mettiamo una vignetta dedicata ai plastici di Porta a Porta (in realtà le due cose sono totalmente sconnesse ma con l’elegante ‘per l’occasione’ sembrerebbero avere un nesso).

L’Imperatore

Il capo dello stato si giova di questa letteratura che ha sottomesso e chiuso in caserma, che gli presenta le armi, che esce solo quando si grida “fuori la guardia”, che marcia in fila e fa evoluzioni come l’esercito. La letteratura che esprime il nuovo tempo non ha cominciato a regnare che quaranta che cinquant’anni dopo la sua epoca, durante questo mezzo secola essa è stata usata solo dall’opposizione. Tutti questi prodigi, una volta fieri democratici, sono divenuti i più ossequienti servitori dell’imperatore. Il carattere non è stato corrispondente al genio e coloro che avevano innalzato il pensiero più alto dei cieli stessi, non sono riusciti a levare la loro anima al disopra dei piedi dell’Imperatore: se essi pretendevano di non avere bisogno di Dio, era perchè avevano bisogno di un padrone.

Questo brano l’ho estrapolato da ‘Memorie D’oltretomba’ di Chateubriand (Hugo scrisse da giovane che sarebbe divenuto ‘o Chateubriand o nulla’). Parla di Napoleone Bonaparte e della sua corte – che los crittore ebbe occasione di vivere e apprezzare: cosa credevate?

Questa vignetta si rifà ancora alla fantastica serata dell’imperatore a Porta a Porta con l’annessa fuga degli italiani dal monitor (eppure il popolo italiano è di bocca buona in fatto di tivvù).

j’accuse

Non sono un attivista. Non sono un entusiasta. Non sono un indignato. Non sono un emarginato, nè un socializer. Non sono un lettore attento nè affezionato. Non sono un cultore di delicatessen. Non sono un appassianato di calcio però non è che non sono Italiano. Non faccio l’happy hour o almeno non uso scegliere durante la mia giornata un’ora particolarmente felice. Non sono terzomondista, ambientalista, ecologista: io consumo come tutti, non troppo perchè non ne avrei i soldi. Non sono abbonato ai giornali, nessuno, non sono iscritto a un partito, nessuno, non ho ideologie: forse qualche idea. Non sono discotecaro, mi annoiano i concerti, non compro vestiti, tendo a spendere in libri e fumetti. Non sono amante della velocità. Non amo la playstation e i videogiochi in generale. Non sono il partenopeo che la tradizione ci insegna, tutto lazzi e sberleffi: sono introverso (ma non temere perchè sò anche il fatto mio). La mia famiglia si dirige preoccupantemente verso una stirpe di infermieri. Mio padre ultimamente legge un libro prima di andare a dormire. Io ho fatto tante cose di cui mi vergogno. Ma le rifarei volentieri, anche se non tutte.

Mi autoaccuso: sono un prodotto sbagliato della mia generazione sbagliata. Voilà. E ora lasciatemi vedere in pace 12 puntate di seguito del Dottor House.

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La vignetta di oggi è stato frutto di un travagliatissimo lavoro durato ore e ore. Il risultato è la sintesi che vedete: è dedicata a Berlusconi in tv, ai tempi di Porta a Porta

El chico de Ipanema

Questa mattina la pioggia mi ha svegliato all’alba (ore 10:00). Siccome ho idea che molti di voi si saranno svegliati come me, e non è la cosa più allegra del mondo, oggi postiamo una vignetta allegra che ci tiri su.

Ok, chi voglio prendere in giro, parliamo di cose serie: ieri sera Berlusconi a Porta a Porta ha fatto tanto il gradasso ma non se lo è filato nessuno. Nessuno. Per carità, ieri avevo cose più importanti da fare che starlo a sentire o pensare a ciò che stava dicendo. Ma leggere i titoletti in prima pagina è comunque un bel risveglio. E poi pensare alle lingue sbavazzanti che invece erano in quegli studi televisivi ad ammirarlo passare, esattamente come la famosa bellezza di Ipanema della canzone.

Un bel risveglio, nonostante la pioggia.