Pa-ras-sì-ta

Un camper è stato dato alle fiamme, a Roma. Dentro c’era una famiglia rom di 13 persone. Sono morte tre ragazzine. Il candidato esamini il contesto. Ecco la striscia/reportage pubblicata su Il Fatto Quotidiano. Sono andato con un collega (Dibla, appunto) in un campo rom, ero molto a disagio ma grazie al mio collega ho potuto vederlo e ascoltare qualcuno che vive lì, qualcuno di loro. Ho visto il posto in cui il camper è stato dato alle fiamme: è il parcheggio di un centro commerciale. c’erano solo troupe televisive ma neanche troppe. A terra qualche fiore, qualche messaggio, il segno scuro lasciato dall’incendio.

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Riassunto delle puntate precedenti

Come saprete, voi che seguite questo piccolo blog, ho avuto una querelle con i Gentili Democratici (Puntata uno: la letteraPuntata due: l’avvocatoPuntata tre: la censura). Il mio lavoro è disegnare vignette, a 360°. Ciascuno ha diritto a indignarsi, manifestare dissenso, criticare. Ma parafrasando uno: il loro diritto finisce dove finisce la mia libertà. Grazie a questi personaggi censori sono stato bannato da Facebook, strumento importante per il mio lavoro tanto quanto questo blog. Poco male, ritornerò.

Comunque: chi mi vuole può leggermi sul mio sito personale www.natangelo.it

E in edicola, con Il Fatto Quotidiano: sto preparando un bel reportage dalla Francia per il prossimo Lunedì.

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E, magari, se volete, dare sostegno alla mia pagina pubblica su Facebook sulla quale tornerò quando il ban democratico avrà esaurito il loro effetto.

Voglio ringraziare i tantissimi che mi stanno scrivendo o difendendo, anche se non condividono la vignetta in questione (i democratici fanno così).  Tanti amici, tanti colleghi e tanti lettori mi hanno appoggiato: mi fa piacere, mi fa sentire bene.

P.s. A proposito, per quelli che “ma se sei bannato perché ti vedo ancora su Facebook?”: i miei profili non sono stati cancellati, sono lì, solo che non posso usarli. In questo consiste il ban. Posso leggere quello che mi scrivete – su Facebook – ma non posso interagire in nessun modo: è come essere dentro un acquario, e voi fuori. O forse nell’acquario ci siete voi e io sono fuori…